La camicia sia da uomo che da donna è davvero un capo indispensabile nel guardaroba di ognuno, perché è un fantastico jolly che può abbinarsi un po’ con tutto, dal pantalone al jeans all’abito a giacca, dando ad ogni outfit un tocco di stile e personalità. 

La sua origine risale a tempi remoti: già presente nell’antica Roma, veniva usata però come una sottoveste, nascosta dagli altri indumenti e consisteva semplicemente in due tessuti rettangolari cuciti tra loro, tranne che nei punti in cui si infilavano la testa e le braccia.
Continuò ad essere usata come capo intimo fino intorno all’anno mille, però nel frattempo copriva anche le braccia, con le maniche tagliate insieme alla camicia seguendo una forma a T.

Il taglio definitivo della camicia con le maniche tagliate a parte e poi cucite al corpo fu poi ispirata al “camis” usato presso i Persiani e importato in Europa dai crociati.

Il mutamento della foggia degli abiti, che si ebbe a partire dal XII secolo, portò ad un’evoluzione della camicia che iniziò a differenziarsi tra quelle per l’uomo e quelle per la donna e ad essere messa in evidenza in alcuni punti. Comincia a vedersi dai colletti, che divengono sempre più importanti, ricchi di ricami e pizzi sino alla gorgiera, nella metà del ‘500, realizzati con metri di mussola o finissimo lino, cuciti pieghettati e tenuti rigidi da un’accurata inamidatura.

Nel ‘600, invece, i colli non sono più rigidi, ma restano ampi sulle spalle e pieni di ricami e trine, come del resto anche i polsi della camicia stessa, che fuoriescono dalle maniche delle giacche.
Il colletto diventa una striscia fermata da una spilla nel ‘700 e viene arricchito dallo jabot (specie di cravatta di trine e stoffa pieghettata applicata sul petto). I polsini sono attaccati alla manica con bottoni e hanno molti strati di pizzo leggero.

La rivoluzione francese sposta l’uso della camicia dalla corte alla gente del popolo: i rivoluzionari sulle barricate indossano sotto il gilet una camicia di cotone grezzo, ampia, con colletto a listello e aperta sul petto.

Ma solo nell’800 nasce l’abbigliamento moderno e la camicia prende la forma che è giunta sino ai giorni nostri: più lunga dietro, collo e polsini rigidi, sprone sulle spalle.

Oggi la camicia ha diverse vestibilità. 

Le classic fit hanno un taglio diritto ed ampio, corrispondono al modello classico, permettono libertà di movimenti e sono sicuramente consigliabili per le persone più robuste.

Le regular fit sono sempre comode, ma più strette della classic e possono essere usate nell’abbigliamento formale, ma anche per un look più casual, in base agli abbinamenti che si scelgono. In generale, la camicia regular rappresenta il giusto compromesso per chi vuole indossare una camicia che non sia larga come la classic, né eccessivamente stretta come la slim fit.

Le camicie slim fit hanno vestibilità sfiancata, indirizzata all’uomo attento alla moda, e rappresentano un capo aderente ma che da agio ai movimenti. Il modello slim fit ha sul dietro due pinces verticali, giromanica stretto e aderisce alla linea del corpo. È ideale per chi ha un fisico asciutto e atletico e per chi non ama avere tessuto in più addosso.

Di solito la camicia slim fit è realizzata in tessuto elasticizzato per consentire libertà di movimento. È un modello usato molto dai giovani, che spesso la indossano senza giacca e fuori dai pantaloni. La slim fit rappresenta la versione più moderna della camicia, essendo espressione dell’esigenza dell’uomo e della donna di oggi, che per la vita frenetica di tutti i giorni preferiscono un look più casual e più comodo e che, nello stesso tempo, consenta loro di essere sempre alla moda.

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