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Chantelle: 150 anni di immaginazione, libertà e rivoluzione silenziosa

150 anni di Chantelle: quando la lingerie racconta la storia delle donne.

La maison di lingerie Chantelle, da sempre, accompagna le donne tra trasformazioni, conquiste e nuove consapevolezze, costruendo un dialogo continuo tra corpo, libertà e identità. Il 2026 segna un traguardo importante per il brand: 150 anni di immaginazione con un invito a riscrivere il futuro. Un heritage che si muove, evolve e si reinventa.

Something more: il filo invisibile che attraversa il tempo

Due parole semplici, quasi sussurrate, Something more, racchiudono un universo. La storica della moda Salomé Dudemaine ha esplorato gli archivi Chantelle per coglierne l’essenza. Tra immagini, campagne e documenti emerge una verità: quel “qualcosa in più” si costruisce nel tempo, con coerenza e una parola chiave: innovazione.

Liberare il corpo: l’inizio di una rivoluzione

La storia di Chantelle nasce nel cuore dell’industria. Alla fine dell’Ottocento, mentre il corsetto dominava la silhouette femminile, arriva l’elasticità: una rivoluzione tecnica che trasforma tutto. Le prime creazioni — corsetti elastici e guaine — segnano un nuovo modo di concepire la lingerie: non più gabbia, ma alleata.
Negli anni Cinquanta, lo slogan iconico “la guaina che non sale” racconta un bisogno reale: sentirsi a proprio agio, dimenticando ciò che si indossa. Il capo perfetto è quello che non si sente.

Sostenere i movimenti

Gli anni ’60 fanno crollare gli equilibri consolidati, e l’industria della lingerie non è da meno. Mentre la guaina diventava progressivamente obsoleta, Chantelle avrebbe potuto scomparire con essa. E invece accade l’esatto contrario. Le donne entrano nel mondo del lavoro, accedono a un’autonomia finanziaria e rivendicano un nuovo rapporto con il proprio corpo. Le silhouette si liberano, le taglie scompaiono, le gambe si svelano. Basta con calzini, reggicalze e presto le guaine. Ma se le donne non vogliono più essere contenute, desiderano comunque essere sostenute.


Abbracciare la diversità

Gli anni ’80 e ’90 sono caratterizzati dalla diversificazione dei prodotti e delle linee Chantelle. Scorrendo i cataloghi di quel periodo, uno dopo l’altro, ho provato una sorta di vertigine di fronte alla profusione di tagli, materiali e ornamenti. Ed è stato proprio visionando la campagna pubblicitaria di questo nuovo bestseller, Vertige, lanciato nel 1986, che ho capito: la diversità dei prodotti Chantelle fa eco alla diversità delle donne.

Ascoltare le donne

Chantelle è sempre stato un marchio molto comunicativo. Un brand che si rivolge direttamente alle donne attraverso slogan che fanno leva sulle loro esperienze più intime. Attraverso parole scelte con cura, mi insegna più dei soli dettagli estetici su cui a volte tendiamo a soffermarci. Mi proietta nei bisogni e nelle sensazioni delle donne di ogni epoca per comprendere meglio l’evoluzione dei prodotti Chantelle. Ritorniamo dunque a quel famoso Something more. La prima cosa che Chantelle offre in più sono i suoi 150 anni di esperienza, su cui il brand può contare. Un secolo e mezzo dedicato a tracciare un percorso unico all’interno di un settore segnato da numerosi sconvolgimenti tecnici, sociali e culturali.

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