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El Pecà: il peccato di mangiare sano e buono

La settimana scorsa mi sono persa tra le viuzze di Porta Romana e sono finita a mangiare in un ristorantino davvero carino dove ogni boccone che ho assaggiato è stato un vero e proprio peccato di gola. Come poteva chiamarsi se non El Pecà?

El Pecà
El Pecà
El Pecà
El Pecà

Situato in via degli Orti 7, è un luogo dove perdersi, gustando del buon cibo e soprattutto condividendo le proprie storie e la propria vita.

Com’è nato?

E’ nato dal connubio di Filippo Cadeo, figlio d’arte del celebre uomo di spettacolo Cesare Cadeo, del giovane giornalista e beverage expert Carlo Carnevale, e dello chef Romeo Poltronieri. Non dimentichiamo che al bancone non manca mai il sorriso caraibico del barman Gabriel Garcia.

Com’è il locale?

60 mq per 30 coperti, El Pecà raccoglie, coccola e racconta, in un’atmosfera a tratti retrò dove si respirano brezza marina e aneddoti di vita. E’ un bistrot dall’anima di classe, che si innesta sulle mura dello storico locale milanese, una colonna in pietra imponente e mille particolari che tengono incollati alla sedia. Affisse nel bancone in legno, pendenti con l’edera dalle grate di ferro battuto: le vicende e i ricordi di chi crede in quest’avventura si fondono con le pareti grezze bianche e celesti che tengono fede alla vocazione del mare, filo conduttore dell’intera esperienza.

 

El Pecà

Com’è la cucina?

Poesia. Non aggiungo altro.Il pesce è il protagonista assoluto di una cucina creativa e mediterranea, dove la materia prima è selezionata direttamente dal patron. Tra i signature di Romeo Poltronieri, formatosi in cucine stellate come Marconi e Cracco, da provare lo gnocchetto di patata viola con pesto morbido e gambero del Mediterraneo, o la milanese di tonno con maionese alla bottarga. Il peccato, in senso stretto, rimane un ricordo a cui pensare con sorriso sornione, grazie al Risotto Tabù con pistilli di zafferano, gambero di Mazara e liquirizia. La cantina si imposta su bianchi di qualità di piccoli produttori (principalmente Pigato, Vermentino, Fiano), strizzando l’occhio a nuovi arrivi che sposino il concetto di storytelling del locale. A-mano, ad esempio, un blend di Greco e Fiano direttamente dalla Puglia, che parla di una storia d’amore intercontinentale. Bollicine di classe e rossi di carattere (Pinot Nero, Amarone) completano la gamma.

 

Vi dico una cosa: dovete provare questa cucinai tocco di liquirizia nel risotto, il soft touch di cetriolo nel dolce, la magia del tonno mi hanno condotta nel Paradiso della Bontà. Dovete andarci. Non è una cena, è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita.

In quali orari vi aspettano?

Eccoli:
pranzo, lun-sab 12-14.30 

aperitivo, cena e dopocena, lun-gio 18-00.30, ven-sab 18-01.30

Per maggiori informazioni cliccate qui.

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