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Play with Emmina

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Quella mattina Angelichic era di corsa, doveva fare in fretta se voleva  arrivare puntuale all’appuntamento.

Attraversò la strada in un balzo e sgattaiolò nel sentiero tra i grattacieli, quando la sua attenzione fu attratta da una macchia nera e rossa sul gradino, abbandonata al suolo.

Arrestò il suo passo, si avvicinò e vide che si trattava di una bella borsetta e le chiese: “Ma chi ti ha  persa, di chi sei ?

L’oggetto che sembrava inanimato cominciò a  muoversi, a contorcersi, ad accartocciarsi,  e tra le lacrime le disse così:

“Io sono Emmina, il killer, tutti mi chiamano così perché sono piena di pungiglioni: gli altri mi credono cattiva, nessuno mi capisce…

Ma io non sono malvagia, sono buona, anzi buonissima. Vengo da Milano, la capitale mondiale della Moda, tutti pensano che io sia negativa invece non è così, le borchie servono solo da decorazione…

Sbalordita Angelichic le chiese:  “Ma chi sono i tuoi genitori? Chi ti ha resa tanto bella?

Ed Emmina continuò: “ Mia madre Yunsun è di  Seul ed è una grande designer tessile, e quando è venuta in Italia a lavorare ha conosciuto mio padre Alessandro  che è un architetto, così sono stata creata io con le mie sorelle.Non so spiegarti tante cose perché sono piccola, sono nata da poco e tutta la mia casa è sorta da poco più di un anno…”

Emmina continuava a raccontare, voleva farsi conoscere, diceva che aveva tante sorelle, che ora  si sentiva sola e che voleva essere amata.

Narrò che per sbaglio si erano dimenticati di lei, ma che era sicura che ben presto sarebbero tornati.

Angelichic allora la prese tra le mani e la accarezzò, l’ammirò in tutta la sua bellezza e per farla divertire le propose di scattare delle foto insieme.

Angelichic era al settimo cielo: una borsa  viva che parlava, interrogava e spiegava non l’aveva mai vista e in più era d’una bellezza unica, bicolore e tempestata di borchie dorate, che la arricchivano facendola sentire nuova, diversa, originale e bella.

Angelichic la prese con sé e la riaccompagnò a Milano dai suoi genitori e dalle sue sorelle e nessuno mai seppe il grande segreto che c’era tra di loro: quella borsa parlava,  sentiva,  raccontava…era viva.

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Io sono innamorata di queste borse, avrò il piacere di parlarvene in un prossimo articolo, intanto vi lascio il link http://www.cortimilano.com/ cominciate a scorpirle… CORTI è un luxury brand di borse e foulard nato a Milano nel 2013 grazie all’incontro di due persone, Alessandro Corti, architetto, e Yusun Jang, designer di moda, due mondi diversi ma paralleli, due modi di percepire ed unire l’arte… la propria arte. Non voglio raccontarvi altro, attendete il prossimo articolo dove mostrerò la collezione, intanto oggi… innamoratevi della borsa.

Vi mando un bacio e vi saluto e spero proprio di poter abbracciare questa borsa vera!

Abito: Tidestore http://www.tidestore.com/product/Vintage-Pleated-High-Collar-Long-Sleeve-Short-Day-Dress-10936178.html
Collana: AM gioielli http://amgioielli.blogspot.it/
Borsa: Corti Milano

Fotografa: Raffaella Fornasier

77 comments

  1. Ciao Angelica! Che carina la storia, è di una creatività unica! E tu sei bellissima! Raccontaci di più su elimina anche negli altri post 😉
    Buona giornata!

    Donatella di Lo stile di Artemide

  2. Una bellissima idea quella di fare del proprio outfit e del proprio stile una storia, anche molto commovente, se voliamo dirla tutta. Complimenti per tutto. Le foto sono straordinarie e ben definite.
    Un bacio by Roby

    Ho aperto da poco questo nuovo blog su moda, arte e design. Se ti va, passa a trovarmi. Ti aspetto!
    Blog Kitsch & Camp
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