Oggi parliamo di una grande residenza nata negli Anni Trenta: Villa Savoye.

Villa Savoye è il ricordo più vivo ed intenso che ho dei miei cinque anni di Architettura a Venezia. E’ una residenza privata, anzi no, per me è LA RESIDENZA progettata da Charles-Eduard Jeanneret  più comunemente chiamato Le Corbusier, grande maestro dell’ARCHITETTURA RAZIONALISTA, e da Pierre Jeanneret. Venne costruita tra il 1928 e il 1931 su commissione di Pierre Savoye. Era la residenza dove trascorrere i fine settimana con la famiglia diventando così la residenza secondaria dei Savoye.

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La struttura

La maglia strutturale di base rettangolare è formata dai pilotis ossia elementi verticali cilindrici situati sul perimetro con un intervallo di 4,75 metri l’uno dall’altro e disposti verso l’interno quasi simmetricamente. Tutti gli elementi principali, dalle fondamenta, ai pilastri, ai solai sono in cemento armato. Il primo piano sembra una scatola sospesa ed è un prisma monocolore spezzato dai vuoti delle finestre che incidono a metà ogni prospetto. In esso si trova la parte “viva” della casa e un giardino pensile da cui poter ammirare gli spazi circostanti. Il piano superiore è il coronamento dell’edificio oltreché la conclusione di un percorso, senza alcuna barriera architettonica, che parte dal piano terra dove si trova il garage, motore e idea del luogo abitativo, fino a sbarcare tramite una rampa sul solarium come sul ponte di una nave. Il costo è stato intorno agli ottocentomila franchi anche se il suo valore non è più stimabile in quanto rientra tra i beni protetti dal Ministero della Cultura e della Comunicazione Francese.

 

Ma ho il piacere  di ricordare Villa  Savoye in quanto quest’opera rappresenta i cinque principi dell’Architettura moderna ovvero i cinque punti dell’Architettura:

  1. La pianta libera (c’è la totale mancanza di setti murari portanti) è resa possibile dalla creazione di uno scheletro portante in cemento armato che elimina la funzione delle murature portanti, permettendo all’architetto di costruire l’abitazione in tutta libertà e disponendo le pareti a piacimento. .
  2. I pilotis o pilastri reggono il volume principale e lo rendono sospeso e libero di elevarsi funzionalmente. I pilastri infatti creano un comodo percorso di accesso all’abitazione svuotando il piano terra dai setti murari portanti e garantendo il posizionamento di un garage al centro del piano.
  3. La facciata indipendente dalla struttura è fatta di elementi verticali atti a ospitare vuoti o pieni a piacimento del progettista.
  4. La finestra a nastro percorre quasi tutti i quattro prospetti e divide con un taglio netto le pareti perimetrali del primo piano, permettendo uno straordinario incremento dell’illuminazione naturale degli ambienti.
  5. Il terrazzo giardino funge da isolante e garantisce agli ambienti del primo piano, una maggiore frescura d’estate e un buon isolamento d’inverno.

 

Quando la famiglia iniziò ad abitare per brevi periodi la casa, soprattutto d’Autunno, nacquero diverse difficoltà, dovute alle infiltrazioni dal soffitto, agli spifferi causati dallo scarso isolamento delle grandi finestre e ai rumori dovuti al tremolio dei vetri dei lucernari. I Savoye abitarono la casa fino al 1940. Questa secondo me è sicuramente la residenza che ha cambiato la Storia dell’Architettura.

 

Grazie a ArchDaily per le foto.

 

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